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Test della convergenza oculare in ambito visuo-posturale

DEFINIZIONE
La convergenza oculare rappresenta il punto più vicino nel quale un oggetto può essere visto singolo (qui non interessa la nitidezza) durante la visione binoculare. E’ il punto nel quale le due linee visive foveali si intersecano sulla stessa mira quando si esercita la massima convergenza. Il test della convergenza visuo-posturale misura contemporaneamente diverse tipologie di vergenze positiva, il tutto modulato dal livello di attenzione del soggetto. La convergenza tonica è sempre presente.
Il movimento della convergenza è attivato da più centri cerebrali per cui non esiste il centro della convergenza bensì una loro integrazione, in funzione del movimento da compiere, che coinvolge: la corteccia, il talamo, i nuclei della base, il cervelletto, il sistema trigeminale, e la sostanza reticolare, quest'ultima regolatrice del tono dei muscoli extraoculari.

Test della convergenza oculare in ambito visuo-posturale
In campo posturale il test della convergenza è uno dei principali test che clinicamente si può correlare ad anomalie posturali.
La valutazione del test della convergenza V-P rappresenta un importante dato clinico che descrive l’eventuale asimmetria di tono dei muscoli oculari dovuta ad una perturbazione centrale (SNC).

Ipoconvergenza e Posizione Anomala del Capo
L'ipoconvergenza oculare è spesso accompagnata da una posizione anomala del capo di adattamento che coinvolge le diverse strutture osteo-mio-articolari promuovendo quindi la disfunzione posturale.

Ipoconvergenza e apparato stomatognatico
Da un punto di vista stomatognatico (relativo alla masticazione) vi sono evidenze cliniche e di ricerca che relazionano le disfunzioni occlusali e dell’articolazione ATM con il sistema oculomotore dove il deficit della convergenza si accompagna in modo statisticamente significativo alla malocclusione e ai disordini cranio-cervico-mandibolari.

Pratica clinica
Nella pratica clinica posturologica è regolarmente utilizzato per la rilevazione e monitoraggio di variazioni conseguenti a modificazioni dell’assetto posturale e/o ortodontico.
Durante la formazione visuo-posturale e nel manuale istruzioni al test vengono esaminati i risultati clinici del test in rapporto all’occhio dominante, alla posizione dei cingoli scapolare e pelvico, ai piedi, alle interferenze cranio-cervico-mandibolari o alla posizione dello sportivo che assume durante l’attività, per esempio mentre tira a canestro, mentre colpisce la palla ecc..
Il test della convergenza V-P valuta la componente propriocettiva del sistema visivo.

Mira di fissazione nel test della convergenza visuo-posturale
Vi sono differenti mire che vengono utilizzate per diverse valutazioni (mira morfoscopica, luce puntiforme, luce puntiforme e filtro rosso) nel contesto posturale si utilizza una mira morfoscopica (fig. sotto).
Il test risulta di valido utilizzo in grado anche di quantificarne il dato in cm. Determinare l'entità della rottura della convergenza in cm è di fondamentale importanza perché i valori di normalità differiscono tra l'area visiva e l'area posturologica.
Durante la formazione ed anche contenuti nel manuale al test, vengono dati i riferimenti bibliografici di normalità .

 

Strumentazioni
Test della dominanza
Test VAD
Test foria